Dott.ssa Vittoria Morrone

Vittoria Morrone è una psicologa e sarà la figura di riferimento dell’innovativo servizio di Mentoring, una metodologia di apprendimento che è di prevenzione, potenziamento e contrasto al disagio scolastico, attivo dal nuovo anno all’Istituto Salvemini, scuola paritaria nata a Cosenza nel 1991.

La pratica di Vittoria con gli adolescenti è già consolidata sia come educatrice, all’interno di un’équipe multidisciplinare presso la cooperativa sociale Il Delfino, sia come psicoterapeuta particolare allo studio privato.

1. Vuoi dirci qualcosa in più sul servizio di Mentoring?

Il mentoring scolastico consiste in un intervento di supporto psicoeducativo mirato a favorire lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale dello studente. Attraverso tecniche evidence-based, si lavora su vari aspetti come la gestione dello stress, l’autoregolazione emotiva e la motivazione intrinseca, promuovendo l’acquisizione di strategie di apprendimento efficaci. L’intervento si focalizza anche sul potenziamento delle funzioni esecutive, quali attenzione, pianificazione e problem solving. Attraverso sessioni individualizzate, si forniscono strumenti per migliorare la resilienza e l’autoefficacia, favorendo un adattamento positivo all’ambiente scolastico e riducendo i fattori di rischio legati a problematiche come l’ansia da prestazione o la bassa autostima.

2. Dalla tua esperienza, quali sono secondo te le maggiori difficoltà e bisogni degli adolescenti di oggi?

Le difficoltà principali degli adolescenti oggi riguardano tre ambiti interconnessi: emotivo, sociale e cognitivo. A livello emotivo, sono frequenti manifestazioni di ansia e stress, legati a pressioni scolastiche e familiari, con ricadute negative sull’autostima e sul benessere psicologico. L’ansia da prestazione, amplificata dal confronto costante con i pari, può favorire l’insorgenza di disturbi emotivi. Dal punto di vista sociale, l’uso intensivo dei social media espone gli adolescenti a forme di confronto sociale continuo e a rischi come il cyber bullismo, influenzando la percezione di sé e i rapporti interpersonali. Cognitivamente, la gestione delle crescenti richieste esterne, in un momento in cui le funzioni esecutive e la regolazione emotiva sono ancora in sviluppo, rappresenta una sfida. Questa immaturità rende più complessa l’elaborazione di strategie adattive per far fronte alle incertezze e ai compiti evolutivi tipici di questa fase.

3. In una scuola come l’Istituto Salvemini, a cui si rivolgono soprattutto studenti con particolari tipi di esigenze, come per esempio recuperare anni scolastici o essere seguiti con maggiore attenzione, quanto credi che l’attivazione di un servizio di Mentoring possa realmente funzionare?

Attivare un servizio di mentoring scolastico è fondamentale per diversi motivi. Innanzitutto, il mentoring offre un supporto personalizzato, che può facilitare il superamento delle difficoltà accademiche, fornendo agli studenti strategie di studio e di gestione del tempo. Inoltre, la presenza di un mentor crea un ambiente di fiducia, dove gli studenti si sentono ascoltati e compresi, favorendo un aumento dell’autoefficacia e della motivazione. Questo è particolarmente importante per gli adolescenti che, dopo un periodo di insuccessi, potrebbero aver perso interesse per lo studio. Il mentoring promuove anche lo sviluppo di competenze socioemotive, come la resilienza e la gestione delle emozioni, contribuendo a un miglioramento del clima scolastico. Infine, il mentor può ispirare gli studenti a fissare obiettivi personali e professionali, incoraggiandoli a intraprendere percorsi formativi che altrimenti potrebbero sembrare irraggiungibili.

4. Il ritardo scolastico, che probabilmente sarà una delle difficoltà con cui più di ogni altra ti dovrai confrontare, credi possa derivare anche da ostacoli che non sono esclusivamente didattici?

Gli studenti in ritardo scolastico o che abbandonano gli studi affrontano diversi ostacoli significativi.

Oltre agli ostacoli legati prettamente alla didattica, esistono fattori emotivi come ansia, bassa autostima e mancanza di motivazione, che spesso contribuiscono all’abbandono. Inoltre, le pressioni sociali, come il confronto con i coetanei e il rischio di esclusione, possono aumentare il senso di isolamento e disillusione. Infine, la percezione di un futuro incerto, unita a scarse opportunità professionali, può portare gli studenti a ritenere che l’impegno scolastico non valga la pena. Questi fattori combinati creano una spirale negativa che può portare i ragazzi ad accumulare bocciature o portare all’abbandono scolastico.

 

5. Il Mentoring è una novità per la città di Cosenza, ma è un metodo già da tempo ampiamente utilizzato nei Paesi nordeuropei, fondato sulla relazione a tu per tu tra alunno e mentor, che offre strumenti di affiancamento per riflettere ed elaborare strategie per potenziare nei casi in cui emergano difficoltà, carenze e mancanza di competenze. Come pensi di strutturare questo servizio?

Per strutturare un servizio di mentoring scolastico efficace, si inizia con una fase di assessment. Si organizzano incontri iniziali con gli studenti per valutare le loro esigenze e definire obiettivi specifici. Successivamente, si crea un piano di mentoring personalizzato, stabilendo strategie di intervento mirate. I colloqui individuali si organizzano in modo regolare, ad esempio settimanali, per monitorare i progressi e fornire supporto emotivo e motivazionale. In parallelo, si prevedono attività di gruppo, come laboratori tematici. Queste attività non solo incoraggiano l’apprendimento pratico, ma favoriscono anche il confronto tra pari. Infine, si implementa un sistema di monitoraggio continuo, raccogliendo feedback sia dagli studenti che dai docenti. In questo modo, si garantisce un supporto integrato che si adatta alle diverse esigenze degli studenti, rendendo il servizio davvero efficace.